Secondo l’ultimo rapporto dell’ANVER (Associazione Nazionale dei Verniciatori industriali) la produzione italiana di polveri termoindurenti per la verniciatura a polvere si sta riducendo, anche a causa di un impiego sempre più modesto nel mercato interno.
Alla luce di questa difficile situazione, le proposte per uscire da questa fase recessiva per fortuna non mancano. La soluzione più immediata potrebbe essere quella di aumentare le esportazioni negli altri paesi europei ed extraeuropei (dato anche il costo sensibilmente più basso della polvere termoindurente impiegata nel ciclo di verniciatura industriale, rispetto alle produzioni in altri paesi) delle polveri, che possono essere applicate anche con pistole a pompa airless in modo da ottenere spessori degli strati molto piccoli.
Un'altra proposta è quella di incentivare i produttori a studiare nuovi percorsi per l’industrializzazione delle polveri IR/UV da utilizzare su impianti non produttivamente grandi e fino ad un massimo di 2.000 m2 giornalieri.
Questo status quo è purtroppo una condizione generata da anni e anni di negligenza nel settore ed appiattimento su alcune logiche di mercato che hanno contribuito in modo sostanziale a creare l’impasse attuale. I produttori infatti, nel corso degli anni, hanno mirato a vendere sempre di più abbassando il prezzo anziché, magari, a cercare nuovi mercati nei quali l’impiego delle polveri è minimo o addirittura assente.